In cosa consiste la dieta dell’orologio

- Scritto da in Dieta News Nutrizione

La dieta dell’orologio ci suggerisce come sia importante non solo il quantitativo di cibo ingerito ma in particolare anche la qualità dello stesso e le tempistiche in cui effettuiamo i nostri pasti. Nell’approfondimento di oggi parleremo proprio dei fondamenti della cronodieta dove in breve i carboidrati sono ottimali fino all’orario di pranzo mentre le proteine sono perfette per la sera.

Il ritmo del nostro corpo e l’alimentazione devono procedere in modo sinergico: la maggior parte delle reazioni del nostro organismo può essere ricondotta a cicli e gli orari in cui mangiamo e beviamo risultano determinanti ai fini del nostro benessere. Il nostro corpo e il fegato in particolare seguono un ritmo metabolico per cui nelle ore della sera è favorita la sintesi dei carboidrati, mentre al mattino si concentrano i processi inversi in cui si bruciano questi zuccheri.
Ecco perché un pasto glucidico di circa 2000 calorie al mattino aiuta la perdita di peso mentre un pasto di questo tipo la sera favorisce invece l’aumento.

Questa osservazione deve rientrare comunque in una strategia globale perché la cronobiologia è una scienza molto specifica che studia il ritmo circadiano delle reazioni che si verificano nel nostro corpo, della presenza degli enzimi nell’intestino e anche i cicli in cui distribuiamo i nutrienti. Tutto avviene sotto il controllo dell’ipotalamo che non reagisce positivamente alle manipolazioni brusche.

Contrastare sovrappeso e obesità con la cronodieta

Il bilancio energetico negativo è un concetto estremamente interessante che rileva soprattutto nell’ambito della perdita di peso e quindi della velocità del nostro metabolismo e del modo in cui il corpo utilizza i nutrienti. Questo è il primo livello di studio della cronodieta dove l’obiettivo di contrasto del sovrappeso e dell’obesità proviene da misure che aiutino il raggiungimento di un bilancio energetico negativo.

Tale concetto corrisponde a una spesa energetica che deve risultare superiore a quella stoccata – che rappresenta per la quasi totalità il tessuto grasso. L’energia introdotta non fa riferimento solamente agli alimenti e al loro contenuto energetico perché ogni cibo ha diversi livelli di assimilazione e mangiare molto non significa necessariamente andare incontro al sovrappeso. Un corpo ingrassa quando l’energia contenuta nel cibo non può essere spesa correttamente.

Per una stessa quantità di energia introdotta attraverso il cibo, la quota energetica efficace può essere molto diversa da individuo a individuo ed è proprio in base a queste differenze che si va a individuare la spesa energetica di ogni soggetto. Quali sono allora le fasce orarie migliori per assumere i vari alimenti in una chiave di perdita di peso?

Quando mangiare i carboidrati e le proteine

Per quanto riguarda i carboidrati, l’ideale è non tanto limitarne il quantitativo che deve essere dettato più dal buon senso che dall’uso della bilancia, piuttosto riservarli per la prima parte della giornata quando l’insulina stimolata dalla loro introduzione viene contrastata al meglio dagli ormoni corticosteroidi – che in questa fase del giorno sono più presenti.
Quindi tra il risveglio e le prime ore del pomeriggio in corrispondenza della prima colazione, dello spuntino di metà mattina e del pranzo possiamo consumare il pane, la pasta, la frutta zuccherina trattandosi di quel momento in cui il loro utilizzo per produrre grassi di deposito è inferiore.

Per quanto riguarda le proteine è bene riservarle per il pasto serale per sfruttare l’effetto di liberazione dell’ormone del GH che favorisce l’uso dei grassi a scopo energetico ma anche i processi di sintesi di massa muscolare e di riparazione che avvengono durante la notte. La secrezione di questo ormone somatotropo ipofisario è infatti favorita dagli amminoacidi presenti nei pasti proteici mentre risulterebbe inibita da livelli glicemici elevati derivanti da pasti ricchi di zuccheri.

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